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INTERVISTA A KING DANZA: LE TRE MOSSE CHE NON DEVONO MANCARE MAI!

  • Immagine del redattore: Corrado Staid
    Corrado Staid
  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 3 min

King Danza è un vero e proprio fenomeno del wrestling italiano. Il suo vero nome è Giuseppe Danza, ed è un wrestler, attore e cantante italiano. Ha iniziato la sua carriera nel 2009 con la NWE e da allora ha lottato in tutto il mondo, lavorando con leggende come Ultimate Warrior e partecipando anche a eventi della WWE


Quando King Danza sale sul ring utilizza spesso tecniche e manovre a sorpresa, ma oltre il suo famosissimo striking (ovvero la sua abilità con i pugni ) utilizza quasi sempre tre mosse le quali sonoveri e propri pezzi di storia e quando le usa egli afferma:


Mi piace mostrare al pubblico da dove provengono…mentre l’avversario scopre solo dove finiscono!” 



Gut-Wrench Suplex 


Il più grande lottatore di lotta greco romana del mondo, ovvero Aleksander Karelin , ne fece un marchio di fabbrica e io non potevo fare altro che utilizzarla per impressionare le platee di tutto il mondo come sapeva fare lui.


Questa mossa arriva direttamente dalla lotta greco-romana e dalla lotta olimpica, dove il controllo del corpo e del baricentro è tutto. 

Nel wrestling è diventata simbolo di forza tecnica: non è una mossa “da rissa”, è da chi sa cosa sta facendo. Quando la eseguo bene, sto dicendo al pubblico (e a chi la subisce): "Questa non è improvvisazione, è scuola!".


Qui tutto parte dalla presa. Mi abbasso, chiudo le braccia attorno alla vita dell’avversario e abbasso il mio baricentro. 

Il segreto è nelle gambe e nei fianchi, non nelle braccia: spingo verso l’alto, ruoto il busto e lo accompagno nel ribaltamento. Se è fatta bene, non è solo una caduta: è una perdita totale di orientamento.






Back Elbow 

La back elbow è vecchia quanto il wrestling stesso. Nasce come "colpo sporco”, da furbo, quando il wrestling era più vicino al combattimento reale che allo spettacolo. 

È per me una mossa evergreen, può essere tirata fuori dal cilindro quasi sempre! 


Col tempo è diventata un’arma velocissima, usata per spezzare il ritmo e sorprendere. 

Io la adoro perché è minimalista: zero fronzoli, massimo effetto. Un classico intramontabile.


Spesso, dopo che il mio avversario cade al tappeto eseguo una altra gomitata ma questa volta saltando con tutta la forza in aria e cadendo sul suo petto. È un mio personalissimo omaggio a Ox Baker


Tengo il corpo rilassato, carico il minimo indispensabile e ruoto spalle e busto in un unico movimento secco. Il gomito sale compatto, colpisce e rientra. Nessun tempo morto, nessuna apertura. Tecnicamente semplice, ma difficilissima da sopportare: se la vedi arrivare, è già troppo tardi.





DDT

Qui entriamo nella leggenda. La DDT è una delle mosse che hanno cambiato il wrestling moderno: ha introdotto l’idea che una singola tecnica, fatta al momento giusto, potesse chiudere un match. È spettacolare ma anche logica, perché sfrutta la testa e la caduta controllata. 


Quando la piazzo, non sto solo colpendo: sto richiamando decenni di storia del ring.

È una mossa molto comune ma ogni professional wrestlers la esegue personalizzandola almeno un po’! 


Qui conta il controllo. Aggancio la testa sotto l’ascella, tengo il collo fermo e faccio un mezzo passo in avanti per allineare i corpi. Poi scendo in caduta controllata, guidando l’avversario verso il tappeto.



Le mosse sono una delle basi del Pro Wresling e mandano i fan in visibilio.

Nei prossimi giorni vi proporremo le altre parti di questa interessante viaggio nel Move Sets di King Danza


 
 
 

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